ANTICIPATO DAL SINGOLO “NON SI PUÒ PIÙ PAGARE”,
ECCO A VOI IL MIO PRIMO EP UFFICIALE

Anticipato dal singolo “Non si può più pagare”, ecco a voi il mio primo ep ufficiale. Il titolo è una strada tra la condanna e la speranza: “Non si può +”. Può essere acquistato su tutte le piattaforme digitali. Nel carattere tipografico di tipo matematico-scientifico c’è gran parte del senso dei cinque brani realizzati con la produzione artistica di Eros Cristiani: senza di lui ora non sarei qui a raccontare di un esordio al quale tengo (teniamo) moltissimo. Il “+” è, infatti, il simbolo della positività, della somma di “-“, dell’aggiungere qualcosa a quello che c’è e che viene raccontato osservando la realtà. Il “+”, inoltre, è anche il simbolo della croce, del primo che ha pagato, ma anche dell’unico che è risorto. Al di là di ogni riferimento di fede, la forza di chi non si arrende neppure davanti all’evidenza o di quello che ci fanno credere evidenza.

In Non si può +” racconto e mi racconto, partendo dall’osservazione particolare della ‘mia’ Milano: “Giungla in movimento” è la metropoli che corre e soffoca le persone, ma qualcuno la guarda da un altro punto di osservazione, una scelta di vita accarezzata dal suono della fisarmonica. Un occidentale tango moderno. Già dopo i primi giorni di pubblicazione, il brano risulta quello più ascoltato e scaricato, forse perché ognuno di noi, travolto dal fare, medita un giorno di mandare tutto e tutti in quel posto (nei bar è quasi sempre in fondo a destra… ) per sedersi a meditare e a cogliere i gusti veri della vita, che non trovi mai negli sguardi dei più potenti. Io cerco di farlo almeno una volta al giorno…

“Non si può più pagare”, che nella programmazione delle radio monitorate da L’Altoparlante è entrata nelle primi 100 canzoni tra aprile e maggio, alza i toni del ritmo e della provocazione letteraria. Come ho detto in diverse interviste si può pensare, anzi si deve pensare, anche ballando al ritmo di 130 bpm. Ancora più significativo il video, realizzato a Genova dall’agenzia Siks Adv, dove sono prigioniero in un’antica villa e, scrivendo, mi ribello alle immagini di storia e di cronaca che tempestano la mente e vestono il mio corpo. Come insegna Guccini, ‘infilerò la penna ben dentro il vostro orgoglio’. E’, questa, la mia rivolta ai vestiti dell’indifferenza che vogliono farci indossare e Paola Ferrando, che ha curato la regia del video, è stata bravissima a cogliere il senso del brano e a trascriverlo in immagini.

Con “E va bene così” cambia ancora il ritmo di un lavoro artistico musicalmente elaborato da Eros Cristiani, lungo le cinque tracce, fra riferimenti trip hop, mix di voci, bassi, tastiere, percussioni, chitarre. Un lungo lavoro tra Milano, Voghera e Tortona, dove abbiamo registrato gran parte del materiale al Sonic Factory di Egidio Perduca e Mauro Isetti, sempre presenti e mai per caso. Il mio rap è solo una forma di scrittura che racconta l’amore per la vita nelle piccole grandi cose quotidiane: un gol del Modena per il quale si demolisce un tavolo, il compianto che si sveglia al funerale e dice ‘ma come cazzo siete messi?’.

‘L’amore è arrivare, non essere arrivista’: la frase sintetizza la filosofia del terzo brano che sfocia in un’altra vera storia di passioni e di sentimenti, quella riassunta in “La storia di Peppino”. Qui indosso i panni del cronista, gli occhi di un ragazzo degli anni Duemila che per caso è inciampato, e quindi ha osservato da lontano, anche geograficamente, la vita e le opere di Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978 solo perché aveva avuto il coraggio di uscire dal coro. Non ho voluto aggiungere un solo aggettivo alle sue parole: questa è la storia di un uomo grande, non avevo il diritto di commentare, solo il dovere di provare a raccontare quello che Impastato è stato e purtroppo ancora non è, visto che meriterebbe di non essere dimenticato dai libri della storia contemporanea d’Italia, i libri di testo, quelle delle scuole. Anche della mia.

L’ultima traccia dell’ep è già un ponte musicale che Eros Cristiani mi ha lanciato verso il futuro, verso i prossimi impegni live e le nuove canzoni alle quali stiamo già lavorando. Il brano s’intitola “Non siamo soli”: qualsiasi sentimento è più forte della geografia, fisica e mentale, che parte da un rapporto simbolicamente di coppia. Tutte le canzoni sono d’amore, anche quelle più dure e meno dirette, perché esorcizzano emozioni vissute o provate. Cambiano, di volta in volta, destinatario e mittente. Le canzoni sono lettere: in questa l’amore è avere la pazienza di girare attorno a tutte le difficoltà perché, anche dietro l’angolo più scuro e l’ostacolo più alto, ‘puoi trovare la gioia in questo mondo’.

Vi aspetto dove “Non si può +” e sono sicuro che non saremo soli.
Loopen

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NON SI PUO’ PIU’ PAGARE

LE TRACCE DELL’EP  NON SI PUO’ PIU’

GIUNGLA IN MOVIMENTO la metropoli corre e soffoca le persone, ma qualcuno la guarda da un altro punto di osservazione.
NON SI PUO’ PIU’ PAGARE un pugno nello stomaco dell’indifferenza comune.
E VA BENE COSÌ l’amore è vita nelle piccole e grandi cose della quotidianità, oltre ogni stereotipo.
NON SIAMO SOLI il sentimento è più forte della geografia, fisica e mentale.
LA STORIA DI PEPPINO il racconto della vita di Peppino Impastato, eroe dimenticato.